Benvenuti nel nostro sito web

Nel nostro sito potrete trovare informazioni sulle nostre attività. Approfondire meglio cosa facciamo e soprattutto cosa possiamo fare per voi.

Questo sito vi consentirà di conoscerci meglio e di entrare in qualsiasi momento in contatto con noi per ricevere maggiori informazioni.

I contratti di locazione turistica e gli Airbnb: il D.L. 50/2017

di Avv. Laura Galli

I contratti di locazione turistica sono oggi sempre più diffusi grazie anche a una maggiore libertà concessa ai locatori dal punto di vista sia legale che fiscale. Essi sono regolati dalle norme sulla locazione contenute nel codice civile agli artt. 1571 e ss. e Il legislatore è intervenuto recentemente con il D.L. n. 50/2017 introducendo una serie di obblighi a carico degli intermediari e definendo meglio cosa si intende per locazione turistica, quali sono i servizi connessi nonché i contratti affini.

 

Anzitutto, per locazione turistica, così come definita all’art. 4 del D.L. n. 50/2017, si intende la locazione che ha ad oggetto immobili abitativi, ovunque ubicati,  per una durata non superiore a 30 giorni.  Il contratto deve essere stipulato tra persone fisiche o tramite società cc.dd. di intermediazione immobiliare turistica, anche tramite portali on line (come ad esempio gli airbnb o booking)e può annoverare anche servizi accessori, quali la fornitura di biancheria e la pulizia locali, purchè tali servizi non diventino prevalenti rispetto alla locazione, altrimenti si ricade nell’attività di impresa alberghiera, come è lo stesso D.L. 50/2017 a specificarlo. Ciò che distingue la locazione turistica da altre attività, come ad esempio le case vacanza o i bed and breakfast risiede nel fatto che in questo caso vi è soltanto una locazione di una stanza o di un appartamento, senza l’offerta di alcun servizio aggiuntivo come ad esempio la prima colazione che configurerebbe già attività di impresa.

 

Le questioni maggiormente interpretative riguardano la tassazione del contratto, il cui canone (libero) percepito va dichiarato ai fini fiscali (dichiarazione Irpef o cedolare secca) e la comunicazione all’Autorità di P.S. dei dati inerenti alle persone alloggiate che non esclude i locatori di affitti brevi dall’obbligo di fornire tale informativa. Non è prevista, invece, alcuna comunicazione da presentare in Comune (es. SCIA, etc), non trattandosi di attività commerciale se non una semplice segnalazione richiesta da alcuni Comuni.

 

Tra le più diffuse tipologie di locazioni turistiche si annoverano, senza dubbio, gli Airbnb, che offrono la possibilità a chiunque si registri sulla piattaforma web, di mettere in affitto il proprio appartamento o di cercarne uno dove soggiornare e ai quali il D.L. 50/2017 estende la tassazione in materia di affitto breve al proprietario di casa che potrà optare, come specificato sopra, alternativamente per la cedolare secca del 21%, svincolandosi così dagli adempimenti relativi all’Irpef e all’imposta di registro o per l’assoggettamento Irpef dei proventi dell’affitto con un’aliquota minima del 23%. Anche gli intermediari come gli stessi Airbnb saranno soggetti a obblighi come introdotti dal Decreto, ovvero la trasmissione di ogni nuovo contratto all’Agenzia delle Entrate, pena la sanzione da euro 200,00 a 2.000,00 e la trattenuta del 21% sui proventi dell’affitto da versare tramite F24.

 

 

 

La nuova Direttiva UE sui pacchetti turistici online

di Avv. Laura Galli

La Direttiva UE 2015/2302 del 25 novembre 2015, relativa ai pacchetti turistici e ai servizi turistici collegati, introduce l’importante novità dell’equiparazione tra i pacchetti turistici venduti online e quelli venduti nelle agenzie di viaggio, in termini di maggiori garanzie da offrire al cliente.

Gli Stati aderenti all’Unione Europea avranno due anni di tempo a partire dal 1° gennaio 2016 per adeguarsi alla nuova normativa e ulteriori 6 mesi per farla entrare in vigore. Per vederla dunque operativa si rischia di dover attendere il 1° luglio 2018.

L’estensione dei diritti e delle garanzie a favore del turista riguarda tre tipologie di pacchetti viaggio: quelli pre-combinati da parte dei tour operator, che comprendono almeno due elementi fra trasporto, pernottamento e altri servizi come l’autovettura a noleggio; quelli personalizzati acquistati dall’utente attraverso un singolo intermediario (online oppure offline) che rimanda a diversi operatori e quelli ‘indotti’ al momento della prenotazione (quindi se si prenota un hotel o un biglietto aereo sul web e si aggiunge almeno un altro servizio entro 24 ore dalla conclusione della prima).

In sostanza, secondo le nuove regole, il sito in cui viene fatta la prima prenotazione di servizi complessi, ad esempio un biglietto aereo sul sito di una compagnia, sarà responsabile anche per i servizi collegati, come il noleggio dell’auto e la prenotazione alberghiera.

Viene dunque considerato responsabile della protezione del viaggiatore il sito di prenotazione alberghiera, aerea o di autonoleggio che per primo trasferisce i dati (nome dei viaggiatori, dettagli di pagamento e indirizzo e-mail) ad altri siti per i servizi aggiuntivi.

Pertanto, il viaggiatore che acquisterà un pacchetto turistico online con la formula “tutto compreso” o tramite pagine web collegate dovrà avere la stessa protezione di chi lo acquista nelle agenzie di viaggi, ivi incluso i casi di disdetta, revisione dei prezzi o rimborsi per eventuali difformità delle prestazioni rispetto al pacchetto acquistato. 

Acquisto di un viaggio: come mi assicuro?

 Viaggio spesso e mi capita di comprare anche pacchetti turistici completi: ogni volta mi sorge il dubbio se sia sufficiente stipulare, unitamente all’acquisto del viaggio, l’assicurazione per la perdita o smarrimento del bagaglio, annullamento viaggio ecc. o sia importante anche quella per le spese mediche.

Occorre anzitutto distinguere la vendita di un singolo servizio (solo volo – solo hotel ecc..) per cui l’agenzia viaggi non è obbligata a vendere l'assicurazione dalla vendita di un pacchetto turistico dove, per legge, l’intermediario di viaggio deve emettere l'assicurazione medico e bagaglio.

Quest’ultima è l’assicurazione che prevede un risarcimento fino a 1.167,00 euro applicato da compagnie UE in tutto il mondo per il bagaglio definitivamente smarrito, danneggiato, o consegnato in ritardo che è generalmente stipulata unitamente all’assicurazione per annullamento viaggio che prevede, invece, la copertura delle penali addebitate.

Per quanto riguarda l’assicurazione medica, essa è altrettanto importante poiché se, ad esempio, ci troviamo all'interno della UE, la nostra tessera sanitaria copre anche le malattie all'estero ma se dovessimo avere bisogno di un rimpatrio la tessera sanitaria non prevede un servizio di questo genere. Se il viaggio sarà al di fuori della UE, invece, non abbiamo nessun tipo di copertura medica per cui in caso di malattia, ricovero, incidente ecc. tutto è a carico del viaggiatore. Soprattutto per gli Stati Uniti è indispensabile essere coperti da una polizza assicurativa per gli alti costi delle prestazioni mediche che non vengono erogate, se non si possiede un'assicurazione.